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Introduzione

Obiettivi fondamentali di una procedura di VIA sono di respingere le opere ambientalmente incompabili e di far sì che le opere che si realizzeranno considerino correttamente i condizionamenti e le opportunità poste dall'ambiente. A tal fine è necessario che le implicazioni di ordine ambientale intervengano quanto prima possibile nella progettazione. Non può ritenersi corretto un procedimento tecnico in cui lo studio di impatto ambientale sia stato effettuato solo a valle della progettazione (sarebbe un documento di tipo puramente giustificativo). In sostanza, la progettazione e lo studio di impatto ambientale devono essere per quanto possibile contestuali: il prodotto finale, inteso come documento tecnico presentato in sede amministrativa, avrà anche il compito di evidenziare quale sia stato il ruolo effettivamente svolto dalle analisi e dalle valutazioni ambientali all'interno della progettazione.

Affinché però l'ambiente possa condizionare il progetto è necessario che il gruppo interdisciplinare che opera come soggetto tecnico incaricato dello studio di impatto abbia individuato con chiarezza i possibili effetti critici delle varie alternative progettuali. Questa fase (spesso indicata col nome di "scoping") è tecnicamente delicata, in quanto si tratta di scegliere, tra gli innumerevoli effetti ambientali attribuibili alle varie alternative di un progetto, quelli effettivamente critici ai fini della valutazione. E' in questa fase che si decide quali settori e componenti ambientali studiare e a quale livello di approfondimento.

Lo scoping deve tener conto, per quanto possibile, non solo delle indicazione emergenti all'interno del team tecnico, ma anche delle preoccupazioni effettive del pubblico coinvolto, che non necessariamente coincidono con quelle tecniche: è quindi auspicabile una partecipazione anche a questo livello. Tutto ciò porta a riflettere sul ruolo, i tempi e le modalità della partecipazione e, di conseguenza, sui legami con la valutazione.

E' importante riconoscere due distinti momenti della valutazione: una valutazione in sede tecnica e una valutazione in sede istituzionale. Le due valutazioni, quando siano state condotte separatamente e con rigore, non sempre coincidono, soprattutto per quanto riguarda il "peso" attribuito alla componente ambientale rispetto alle altre (aspetti economici, obiettivi tecnici, ecc.). Al tempo stesso, sarebbe auspicabile che gli strumenti di valutazione usati nel momento della progettazione e dello studio di impatto fossero quanto più simili possibile: è un obiettivo da perseguire al fine di un risparmio su tempi e risorse, ma soprattutto al fine di un aumento della trasparenza dell'intero processo decisionale.

Nel presente manuale viene indicato un procedimento tecnicamente rigoroso per realizzare uno Studio di Impatto Ambientale; inoltre viene fornita una serie di criteri analitici da usare nello studio, in particolare attraverso schede di descrizione delle componenti ambientali e schede relative ai punti di attenzione, alle mitigazioni, al monitoraggio.

L'organizzazione di questa parte, fatta per componenti ambientali, vuole fornire uno strumento che consenta ai differenti soggetti interessati (tecnici, istituzioni, pubblico) di intendersi sui possibili punti critici fin dalle fasi preliminari dello studio, creando una base comune di discussione.

Questa versione del manuale si presenta come un lavoro di orientamento preliminare. I motivi che ci hanno spinto a non aspettare oltre nel pubblicarlo sono due: da un lato la speranza che il manuale contribuisca al dibattito (tuttora aperto) sulla collocazione della VIA nel contesto della pianificazione/progettazione, dall'altro il nostro impegno a far sì


che questo non sia che il primo di una serie di contributi destinati ad approfondire man mano i settori che oggi appaiono più scoperti.

Ciò premesso, è bene indicare sinteticamente i punti di maggior insoddisfazione, o meglio i punti "aperti" a successivi approfondimenti.

Innanzitutto, la procedura: il manuale esce in prospettiva di una legge regionale in via di definizione, ma con un'ipotesi di procedura riportata nel capitolo II.1. Gli sviluppi successivi saranno oggetto di integrazioni, mediante le quali sarà possibile procedere all'elaborazione di nuove proposte nell'ambito di alcune aree principali della procedura: l'informazione e la partecipazione del pubblico, il monitoraggio, l'analisi delle componenti ambientali, le singole categorie di opere da sottoporre a VIA, secondo quanto si può vedere nello schema riportato.

A questi aspetti è legato anche il problema dell'integrazione tra VIA e progettazione, ovvero la questione di come operare sulla singola categoria progettuale inserendo pienamente la compatibilità ambientale tra i vari elementi nonché quello di una serie di indicazioni sulla VIA dei piani, argomento questo solo accennato nella presente versione del lavoro.

Un argomento particolare, di necessario approfondimento, è quello relativo ai criteri generali di valutazione della compatibilità ambientale degli interventi, che in ogni caso devono comprendere sia la componente tecnologica (l'utilizzo delle migliori tecnologie disponibili che non comportino costi eccessivi), sia la componente ambientale; quest'ultima deve essere considerata nella sua ricettività, sia per quanto riguarda gli elementi di sensibilità da tutelare, sia per quanto riguarda la possibilità di integrare il progetto con elementi di riqualificazione, in particolare con tecniche di ingegneria naturalistica.

Altri aspetti che saranno oggetto di approfondimenti sono quelli dell'analisi di rischio, dell'analisi socio-economica, della definizione delle soglie di riferimento e delle aree sensibili, dei legami tra dati della VIA e SIT (Sistema Informativo Territoriale) della Regione Lombardia.

Alberto Colorni e Sergio Malcevschi

Coordinatori del Manuale