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Capitolo 1 Linee generali

Questa parte del manuale vuole fornire una sintetica rassegna dei principali problemi che si devono affrontare nella redazione di uno studio di impatto ambientale, inquadrandoli in uno schema metodologico. Tutto ciò parte dal presupposto che sia possibile definire un tale schema e che esso possa servire sia al proponente che al controllore, come strumento per organizzare le informazioni e come supporto alla decisione finale.

E' utile preliminarmente richiamare in modo schematico alcuni concetti di base assunti in questo manuale relativamente alle problematiche della procedura di VIA:

  1. la VIA è uno strumento-processo per l'attuazione di una politica preventiva e rappresenta una applicazione del principio "la migliore politica ecologica consiste nell'evitare sin dall'inizio inquinamenti ed altri inconvenienti, anziché combattere successivamente gli effetti";
  2. la procedura VIA è un sistema di supporto alle decisioni; gli studi di impatto non possono pertanto ridursi alla fase di descrizione, ma devono comunque arrivare ad una valutazione per fornire all'autorità competente gli elementi sui quali decidere, avendo stabilito in modo scientificamente coerente quali sono i possibili effetti che l'azione da intraprendere può avere sull'ambiente; ciò pone due problemi: quello della trasparenza dei passi che hanno prodotto la decisione e quello della ripercorribilità dell'intero processo (da parte di chi ne sia interessato);
  3. una VIA, in quanto processo di decisione, cioè di scelta, esplica le sue maggiori potenzialità in presenza di una pluralità di alternative, fra le quali scegliere; ciò pone il problema di definire le alternative di progetto, ivi compresa ovviamente l'alternativa zero, di analizzarne gli impatti tenendo conto della durata prevista per il progetto, e di comparare le alternative entro un dato sistema di obiettivi e/o vincoli;
  4. esistono VIA con livelli diversi di approfondimento a seconda del momento del processo decisionale in cui il procedimento viene collocato: la fase iniziale (studio di fattibilità), la fase intermedia (progetto di massima), la fase finale (progetto esecutivo); non esiste un "momento giusto" per la VIA: in linea generale essa andrebbe collocata il più a monte possibile del processo decisionale; è chiaro, peraltro, che è diverso operare su un progetto esecutivo , in cui le alternative sono molto spesso solo le misure di mitigazione, oppure su un progetto di massima, in cui si esaminano le alternative tecnologiche e/o di localizzazione, o, invece, lavorare su uno studio di fattibilità, in cui il confronto avviene tra le grandi opzioni strategiche, estremamente aperte;
  5. per interventi o azioni da assoggettare a VIA vanno intesi non solo le opere, ma anche gli strumenti di piano, i programmi, le norme, le decisioni che interferiscono direttamente o indirettamente con l'ambiente; il livello di maturazione della VIA nel caso delle opere è certamente più avanzato; è possibile distingure fra le opere che richiedono decisioni riguradanti la localizzazione, la tecnologia e le dimensioni e quelle che prevedono, invece, soltanto una decisione relativa a tecnologia e dimensioni;
  6. esistono figure diverse nel processo di VIA; tra esse è opportuno distingure: il proponente/committente, soggetto che richiede il provvedimento di approvazione, autorizzazione o concessione che consente in via definitiva la realizzazione del progetto; l'autorità proponente, nel caso sia la pubblica autorità a promuovere l'iniziativa relativa al progetto; l'autorità competente, ovvero l'amministrazione o l'organo che provvede alla valutazione di impatto ambientale; il pubblico, ossia i soggetti interessati a vario titolo al progetto;
  7. la VIA va intesa come processo di partecipazione del pubblico e questa è una delle funzioni principali della procedura; l'informazione e la partecipazione sono momenti di conoscenza della complessità ambientale e sociale, che consente ai soggetti sociali di controllare la coerenza e l'efficacia dell'operato delle autorità competenti;
  8. ai fini di una seria verifica scientifica e di una partecipazione costruttiva, lo svolgimento di una VIA, come già detto, deve sempre risultare un processo ripercorribile e dunque quanto più possibile trasparente; questa esigenza rimanda alla chiarezza dei dati e dei metodi ed alla necessità di disporre di fonti informative e di sistemi di gestione affidabili, il tutto inserito in uno schema metodologico riconoscibile e accettato;

Lo scopo di una metodologia generale sta nel "forzare" il proponente, l'autorità competente, chiunque altro sia interessato, a percorrere uno serie di passi chiari e definiti, lasciando ovviamente alcuni gradi di libertà affinché la metodologia proposta e con essa la VIA non diventino una "gabbia" fatta di adempiamenti formali puramente autorizzativi, ma consentano di inquadrare questi gradi di libertà all'interno di una struttura logica sufficietemente precisa.

Uno schema generale di inquadramento della procedura viene illustrato nella Figura 1.

Per quanto riguarda lo Studio di Impatto Ambientale è importante sottolineare che esso comprende non soltanto gli aspetti ambientali in senso stretto (quelli che potremmo chiamare ecologico-naturalistici), ma anche gli aspetti economico-sociali; si assume pertanto una accezione ampia per il termine ambiente, interpretando in modo estensivo la dizione "uomo", contenuta nella Direttiva CEE 337/85.

In uno Studio di Impatto Ambientale, pertanto, si fondono normalmente competenze diverse; ciò pone alcuni problemi relativi al coordinamento di analisi e risultati intermedi che provengono da settori disciplinari anche profondamente diversi.

Esiste ormai una letteratura abbastanza vasta sulla VIA e sugli strumenti metodologici che essa utilizza. In questa sede invece di fornirne un panorama esaustivo si ritiene opportuno indicare alcuni strumenti "privilegiati" rispetto ai problemi che emergono nella redazione del SIA (interdisciplinarità e coordinamento, provenienza dei dati ed uso dei modelli, ecc.). Una sezione specifica del manuale è dedicata alle schede tecniche per la formazione del SIA, intese come strumenti generali per la descrizione delle componenti e dei fattori ambientali, delle caratteristiche del progetto e del contesto pianificatorio e programmatorio.

I momenti in cui viene suddiviso uno Studio di Impatto Ambientale, descritti in questo Manuale, sono sostanzialmente tre:

Tali fasi vanno precedute da alcune operazioni preliminari (fase di orientamento) e completate da azioni integrative (implementazione dell'intervento), nonché accompagnate in tutto l'iter procedurale da momenti di partecipazione.

Figura 1

Schema procedurale di riferimento

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