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Scheda A: Atmosfera
Scheda B: Acque
Scheda C: Suolo e sottosuolo
Scheda D: Vegetazione, flora, fauna, ed ecosistemi
Scheda E: Patrimonio cultura e paesaggio
Scheda F: Uomo e sue condizioni vita
Scheda G: Fattori di interferenza


Scheda A Atmosfera

A.1 - ARIA

Programmi di monitoraggio potranno riguardare:

I parametri da controllare in fase di emissione dipendono dalla natura dell'intervento in oggetto (DPR 203/1988 e DM 20/7/90).

I parametri da monitorare in fase di immissione riguardano in prima istanza quelli previsti dalle normative sulle emissioni e sulle immissioni (DPR 203/1988).

Vi possono essere tuttavia casi in cui la tutela della salute delle popolazioni non è sufficientemente garantita da tali parametri. In questi casi occorrerà pertanto prevedere specifici programmi di rilevamento che comprendano altri parametri e/o test in grado di integrare i possibili effetti delle numerosissime sostanze immesse nell'atmosfera (in particolare test di mutagenicità).

In particolari condizioni, si potranno effettuare approfondite e specifiche campagne di rilevamento su particolari aspetti dello stato della qualità dell'aria (ad esempio per quanto riguarda la distribuzione di determinati parametri su un elevato numero di stazioni).

In ogni caso le immissioni nel territorio circostante andranno verificate attraverso una specifica rete di stazioni di rilevamento. Quando esistono molteplici fonti di inquinamento, il programma di rilevamento e le decisioni conseguenti ai risultati del monitoraggio dovranno riguardare l'intera "bolla atmosferica" che riceve gli scarichi.

Il posizionamento delle stazioni di rilevamento e la frequenza delle osservazioni saranno funzione della natura degli impianti in oggetto e dell'esistenza di altre stazioni di rilevamento.

A.2 - CLIMA

Programmi di monitoraggio potranno riguardare:

Il monitoraggio dei parametri meteoclimatici ordinari avverrà attraverso l'installazione di apposite centraline meteorologiche.

Il sito di collocazione delle centraline dovrà essere tale da fornire una caratterizzazione rappresentativa del microclima locale, non falsata da particolari situazioni topografiche.

L'andamento della nebbiosità potrà essere seguito attraverso un apposito registro.

Il posizionamento delle stazioni di rilevamento e la frequenza delle osservazioni saranno funzione della natura degli impianti in oggetto e dell'esistenza di altre stazioni di rilevamento.


Scheda B Acque

B.1 - ACQUE SUPERFICIALI

Programmi di monitoraggio si renderanno necessari:

I parametri da monitorare al punto di scarico riguarderanno quelli previsti dalle normative esistenti. Ad essi potranno essere aggiunti parametri specifici per le tipologie di impianto considerate.

Il rilevamento riguarderà:

Il posizionamento delle stazioni di rilevamento comprenderà tipicamente una stazione posta idrologicamente a monte rispetto al punto di scarico ed una (o più stazioni a valle).

La frequenza delle osservazioni potrà variare in funzione della gravità potenziale dell'inquinamento o dei livelli effettivamente riscontrati.

B.2 - ACQUE SOTTERRANEE

Programmi di monitoraggio sulle acque sotterranee si renderanno necessari in occasione di interventi in grado di produrre infiltrazioni di sostanze inquinanti nel sottosuolo (segnatamente le discariche di vario tipo).

La scelta dei parametri di osservazione, delle caratteristiche della rete di monitoraggio, delle modalità di campionamento, saranno determinate dalle caratteristiche del progetto e delle situazione delle falde. Tali scelte saranno effettuate, là ove possibile, anche in relazione alla disponibilità di serie storiche disponibili.

I parametri di maggior interesse sono quelli considerati ai fini del possibile uso delle acque profonde per il consumo umano (DPR 236/88).

Tra essi uno specifico valore indicativo assumono i parametri relativi al carico microbico, e quelli che hanno assunto elevati livelli di criticità in conseguenza dell'uso massiccio di fertilizzanti e fitofarmaci in agricoltura (nitrati, alcuni pesticidi).

In termini generali occorre prevedere una serie di pozzetti di controllo idrogeologicamente a monte ed a valle rispetto all'intervento, che consentano il prelievo periodico delle acque di prima falda al fine di verificare eventuali contaminazioni.


Scheda C Suolo e sottosuolo

C.1 - SUOLO

Programmi di monitoraggio si renderanno necessari:

Nelle zone in cui si prevedano rischi di erosione o comunque dilavamenti di suoli fertili, tali processi possono essere tenuti sotto controllo attraverso la misura della torbidità dei deflussi in stazioni idrologicamente significative.

Qualora si prevedano rischi di degradazione chimica del suolo, tale eventualità potrà essere verificata prima che si inneschino processi irreversibili mediante l'uso di lisimetri per la misura dei percolati attraverso il suolo.

I parametri da considerare dipenderanno dalla natura delle ricadute inquinanti attese.

Il posizionamento delle stazioni di rilevamento e la frequenza delle osservazioni saranno funzione della natura degli impianti in oggetto e dell'esistenza di altre stazioni di rilevamento.

C.2 - SOTTOSUOLO

Programmi di monitoraggio si renderanno necessari:

Per gli interventi che possono innescare processi di dissesto dei versanti occorrerà prevedere il controllo dei movimenti del terreno.

Per gli interventi che possono generare impatti negativi in conseguenza di microsismi locali non riconoscibili dalla rete di controllo nazionale, si potrà prevedere l'acquisizione ed il commento periodico dei dati relativi alla situazione sismica locale.


Scheda D Vegetazione, flora, fauna ed ecosistemi

D.1 - VEGETAZIONE E FLORA

Programmi di monitoraggio si renderanno necessari:

Si potranno effettuare analisi annuali dello stato di salute di specie sensibili presenti sul territorio investito.

Le specie indicatrici da considerare varieranno a seconda della specificità dei casi.

Nei casi in cui possono sorgere problemi legati a potenziali bioaccumuli di sostanze indesiderate in vegetali destinati all'alimentazione umana, si effettueranno verifiche periodiche del livello di contaminazione in specie naturalmente presenti o in unità sperimentali di vegetazione sensibile appositamente posizionate.

D.2 - FAUNA

Programmi di monitoraggio si renderanno necessari:

Le specie indicatrici da considerare varieranno a seconda della specificità dei casi.

Alcune specie sensibili potranno essere utilizzate come sistemi tempestivi di allarme, come ad esempio alcuni licheni per quanto riguarda l'inquinamento atmosferico.

In generale sarà opportuno privilegiare le specie con un ruolo importante nell'ecosistema, quali quelle ai vertici della catena trofica (es. rapaci, mustelidi).

D.3 - ECOSISTEMI

Programmi di monitoraggio si renderanno necessari:


Scheda C Suolo e sottosuolo

Lo stato di salute degli ecosistemi terrestri potrà essere valutato attraverso il confronto tra l'ornitofauna preesistente e quella successiva all'intervento. Il rilevamento dell'ornitofauna potrà essere effettuato utilizzando metodiche standardizzate di rilevamento quali gli indici di ascolto.

Il livello di criticità dell'intero ecomosaico potrà essere seguito attraverso opportuni indici sintetici applicabili ad analisi di aerofotografie eseguite prima, durante e successivamente la realizzazione degli interventi in progetto.

Il monitoraggio dello stato di salute dei corsi d'acqua potrà avvenire attraverso l'uso di specifici indici biotici, in particolare l'Extended Biotic Index di Woodwiss.


Scheda E Patrimonio culturale e paesagggio

Non vi sono tradizioni tecniche di monitoraggio della situazione paesaggistica di una zona interessata da un progetto di intervento.

Esigenze di monitoraggio potrebbero insorgere qualora si ipotizzino effetti negativi dell'intervento sullo stato di conservazione di beni storici o artistici.

A livello territoriale si potrebbe controllare il mantenimento o quanto meno l'evoluzione di determinati assetti paesaggistici pregiati in presenza di pianificazioni che potrebbero modificarli.

Un monitoraggio sull'assetto paesaggistico potrà peraltro essere previsto nelle situazioni in cui emergano, in sede di negoziazione tra le parti, esigenze specifiche in tal senso.


Scheda F Uomo e sue condizioni di vita

F.1 - ASSETTO DEMOGRAFICO

Non vi sono tradizioni tecniche di monitoraggio della situazione demografica di una zona interessata da un progetto di intervento.

In ogni caso il controllo di tale aspetto può essere ritenuto sufficientemente coperto dal lavoro degli istituti statistici ufficiali.

In casi particolari (ad esempio qualora si preveda che l'intervento comporti fenomeni di richiamo di persone o di spopolamento), si può prevedere un resoconto annuale dello stato demografico nella zona interessata.

Il monitoraggio può applicarsi agevolmente ai vari elementi descrittivi possibili (tassi d'età, saldi naturali migratori, tassi di sviluppo, ecc.).

F.2 - ASSETTO IGIENICO-SANITARIO

Programmi di monitoraggio si renderanno necessari nei casi in cui l'intervento possa provocare effetti negativi su elementi di sensibilità presenti nella zona.

Si possono riconoscere i seguenti livelli di monitoraggio:

F.3 - ASSETTO TERRITORIALE

Esigenze di monitoraggio sull'assetto territoriale possono insorgere qualora si ipotizzino effetti dell'intervento potenzialmente negativi o comunque non sufficientemente prevedibili (ad esempio un piano urbanistico o di settore) sull'assetto stesso.

Un monitoraggio sull'assetto territoriale potrà in ogni caso essere previsto nelle situazioni in cui emergano, in sede di negoziazione tra le parti, esigenze specifiche in tal senso.

I parametri da considerare riguardano in primo luogo la conformità della situazione agli sviluppi abitativi prescritti e a quelli quantitativi e funzionali degli equipaggiamenti.

Inoltre possono essere tenuti sotto osservazione i livelli di congestione delle infrastrutture, quelli delle prestazioni dei servizi di trasporto e quelli dei costi relativi.

F.4 - ASSETTO ECONOMICO

Il monitoraggio può essere rivolto alla evoluzione delle caratteristiche del mercato del lavoro e alle ricadute dell'intervento sull'economia locale (per esempio se l'intervento è un organismo produttivo, si potrà osservare l'andamento della struttura degli ordini in rapporto alle produzioni locali).

F.5 - ASSETTO SOCIALE

Esigenze di monitoraggio sull'assetto sociale possono insorgere qualora si ipotizzino effetti dell'intervento potenzialmente negativi o comunque non sufficientemente prevedibili (ad esempio quelli conseguenti ad un intervento che prevederà il richiamo di elevati numeri di lavoratori dall'esterno) sull'assetto stesso.

Un monitoraggio sull'assetto sociale potrà in ogni caso essere previsto nelle situazioni in cui emergano, in sede di negoziazione tra le parti, esigenze specifiche in tal senso.

L'incremento del numero e della qualità dei servizi è un campo di possibile monitoraggio mediante confronti tra gli standard prestazionali dei servizi locali e quelli che si possono assumere a riferimento, per esempio a livello provinciale o regionale.

F.6 - TRAFFICO

I dati sulle dimensioni e la composizione del traffico sono essenziali per un corretto governo dei problemi relativi.

Occorrerà tipicamente prevedere:


Scheda G Fattori di interferenza

G.1 - RUMORE

Prima di effettuare campagne di misura è fondamentale definire lo scopo di dette misure, ovvero se solamente di verifica dello stato esistente, oppure se, dallo studio dei dati rilevati, si vuole procedere ad interventi ed a quali interventi.

Aver definito quanto sopra permette di effettuare la scelta corretta delle catene di strumentazione, delle loro caratteristiche, nonché delle entità che vanno rilevate e della loro estensione nel tempo.

Può bastare una rilevazione diretta di una decina di minuti, ovvero una registrazione continua per un lungo periodo. Può essere sufficiente la presenza di un operatore per un breve periodo, ovvero la installazione di sistemi senza operatore per periodi di una settimana o un mese. Può essere necessario rilevare le caratteristiche di emissione di una sorgente, ovvero il disturbo in aree ad una certa distanza dalle stesse.

La caratteristica di precisione ed il metodo di utilizzo delle apparecchiature di misura, sono normalmente definite in apposite normative o raccomandazioni internazionali, per lo più riprese in norme nazionali.

La strumentazione va calibrata prima e dopo ogni ciclo di misure, al fine di avere dati il più possibile oggettivi.

Occorre nel corso delle misure, sottostare ad una serie di precauzioni e devono essere utilizzati metodi consolidati: non basta avere apparecchiature di classe elevata per ottenere risultati oggettivi.

Possono essere rilevate varie grandezze in varie condizioni: livelli equivalenti per durate che dipendono dal tipo di sorgente e dalle informazioni richieste, i livelli massimi, i livelli percentili, le caratteristiche spettrali per banda di frequenza.

A volte deve essere indagato l'andamento temporale, la presenza o meno di toni puri e/o la impulsività del segnale, in quanto diversi sono gli interventi da programmare a secondo dei vari casi.

Al fine di rendere le misure ripetibili nel tempo e fra di loro confrontabili è fondamentale ad ogni campagna di misura fare seguire una completa ed esauriente relazione dove vengono indicati tipi di strumenti, la metodica utilizzata, le condizioni climatiche (temperatura, umidità pressione atmosferica, velocità del vento), una pianta della zona abbastanza precisa, le posizioni di misura, le condizioni di emissione delle sorgenti ed il loro modo di funzionamento (ad esempio se si tratta di sorgenti mobili il loro numero, la loro composizione e la loro velocità media), i parametri che influiscono sulla propagazione del suono dalla sorgente al punto di rilevazione (ad esempio lo stato del terreno, la presenza di ostacoli e/o superfici riflettenti, ecc.).

G.2 - VIBRAZIONI

Quanto detto per la misura del rumore può in gran parte essere applicato anche al settore delle vibrazioni.

In particolare il campo di frequenza risulta diverso e quindi anche alcune delle apparecchiature possono cambiare, come le normative o le raccomandazioni che si riferiscono ai metodi di rilevamento. In particolare si fa riferimento ai livelli di disturbo ed alle soglie di tollerabilità.

G.3 - RADIAZIONI IONIZZANTI

Si provvederà al monitoraggio di particolari radionuclidi indicatori (ad esempio il Cs.137, il Cs.134 ed il Co.60 per gli scarichi di centrali nucleari) in unità ambientali che possono funzionare come trappola o come anello di vie critiche di specifico interesse.

Qualora si renda necessario, si misureranno i livelli di presenza per particolari radionuclidi nelle matrici più sensibili, in primo luogo i prodotti destinati all'alimentazione umana potenzialmente contaminati (prodotti ortofrutticoli, latte, miele, funghi).

G.4 - RADIAZIONI NON IONIZZANTI

Controlli sulla reale entità delle radiazioni non ionizzanti emesse dall'intervento in progetto si renderanno opportuni quando si ipotizzano emissioni potenzialmente significative.

Le previsioni al riguardo in sede di studio di impatto hanno margini di incertezza (ad esempio qualora la tecnologia impiegata non sia ancora ben conosciuta).

In tali casi si renderanno opportuni anche controlli sui reali effetti prodotti dalle radiazioni su eventuali elementi sensibili posti entro la zona di influenza delle radiazioni stesse.

L'esigenza di un monitoraggio continuativo sulle emissioni o su bioindicatori specificamente utilizzati potrà emergere in quei casi in cui esistano consistenti preoccupazioni al riguardo da parte del pubblico coinvolto.

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